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Le superfici di campi da Tennis più diffuse in Sicilia

Superfici Tennis

Superfici Tennis | State pensando di costruire un nuovo campo da tennis per il vostro circolo in Sicilia e non sapete da dove partire? Su TennisSicilia.it vi aiutiamo a fare la scelta migliore, presentandovi le superfici di campi da tennis più diffuse sull’isola, con relativi pro e contro, tanto tecnici quanto economici.

Prima di imbarcarci in un discorso dettagliato, è utile specificare che tutte le superfici di gioco devono essere riconosciute dall’International Tennis Federation (ITF) per essere omologate anche a livello FIT. Vale a dire, a Tennis si può giocare ovunque (c’è chi durante il confinamento lo faceva sui tetti delle case), ma qui ci soffermiamo solo sulle superfici riconosciute, che, di conseguenza, potreste considerare per il vostro circolo o per il vostro prossimo allenamento.

Al momento della scelta della superficie, è bene studiare tre fattori principali: chi giocherà sul campo e le sue preferenze tecniche, le condizioni atmosferiche tipiche della zona e i costi che porta con sé. Con un’analisi basata su questi tre punti sarà difficile sbagliare la scelta. 

In un attimo vi spiegheremo quali superfici si sposano meglio con le condizioni che possono presentare questi tre fattori, ma non prima di aver riassunto quali sono i più comuni palchi scenici tennistici in circolazione. Come segnala l’ITF, questi sono: 

  • La terra battuta (anche sintetica), o argilla;
  • L’erba, naturale o artificiale;
  • Le superfici “dure”, come alcuni sintetici, acrilico, cemento o asfalto;
  • Il tappeto.

Adesso sì, è arrivato il momento di passare in rassegna le superfici da tennis più diffuse in Sicilia, partendo dalla regina di tutte loro. 

La Terra Rossa

Superfici Tennis: La terra rossa, in foto quella del Country Club di Palermo, è la più diffusa in Sicilia.
Superfici Tennis: La terra rossa, in foto quella del Country Club di Palermo, è la più diffusa in Sicilia.

Sarebbe da sprovveduti non cominciare dalla terra battuta, la superficie più diffusa in Sicilia (ma, in generale, anche in Italia) e per distacco. Per terra battuta intendiamo la polvere ottenuta dalla triturazione di mattoni, da cui deriva il colore rosso intenso che contraddistingue i campi che ne sono ricoperti.

E qui scopriamo il primo vantaggio della terra rossa: il prezzo. Il procedimento, infatti, permette di ottenere un campo abbastanza duraturo ed affidabile per un costo contenuto. Tuttavia, bisogna anche considerare che un campo in terra va costantemente irrigato e pulito. Dunque, ci sono dei costi di manutenzione ordinaria da tenere in conto.

Chi ha giocato a tennis in Sicilia conoscerà a memoria le caratteristiche “tecniche” di questo tappeto: l’impatto della pallina col terreno genera un rallentamento della traiettoria ed il classico rimbalzo alto. 

Di conseguenza, questa soluzione favorisce i giocatori capaci a difendere e che si trovano a proprio agio con il top spin, come Rafael Nadal. La prima caratteristica serve per sopravvivere agli scambi lunghi portati dalla lentezza, la seconda per esasperare il balzo della pallina. Lasciamo al vostro criterio decidere se la relativa lentezza della superficie (maggiore se il clima è umido o uggioso) sia un punto a favore o a sfavore della stessa.

In ogni caso, il vantaggio più grande dei campi in terra è l’impatto che hanno sul nostro corpo. Il gioco sul rosso, infatti, è quello che meno grava su ginocchia e altre articolazioni, anche ma non solo per la possibilità che la polvere dà di scivolare naturalmente su di essa. 

La terra può essere sintetica o addirittura di colori più insoliti del rosso — basti pensare al blu del Masters 1000 di Madrid. Tuttavia, queste soluzioni non sono diffuse in Sicilia, il cui torneo più importante, i Palermo Ladies Open, si giocano sulla polvere di mattone.

Le superfici da Tennis dure: Il Cemento

Superfici Tennis: Un campo in Cemento a Lipari.
Superfici Tennis: Un campo in Cemento a Lipari.

“Cemento” è un termine che spesso utilizziamo in maniera generica per superfici di asfalto, il più delle volte ricoperte da diversi strati di vernice e materiali sintetici (in quel caso parliamo di “sintetico” o “acrilico”). Queste possono variare parecchio in quanto a velocità — da 2 a 4/5 nella scala di 5 livelli ratificata dall’ITF.

Partiamo, allora, dal classico asfalto. Semplice, efficace, duraturo. Una superficie in cemento costa poco, non ha bisogno di particolare manutenzione e, tutto sommato, di supervisione del campo. Insomma, è una certezza.

Il rimbalzo si abbassa e il ritmo di gioco si alza, rispetto alla terra. Attenzione, però, a credere che tutto ciò che sia “duro” coincida con “veloce”. In realtà, il cemento è di per sé medio-lento, mentre sono le superfici sintetiche che vi si applicano che gli donano le velocità vertiginose che possiamo ammirare in certi campi del Tour — ormai la maggioranza

Veniamo, ora, alle note dolenti. Il cemento può essere particolarmente deleterio per ginocchia e schiena, specialmente se calpestato troppo spesso. Va da sé che, se gli usufruttuari dei nostri campi sono di età avanzata, potrebbe essere meglio virare verso un’altra superficie. 

Altro problema è l’effetto della pioggia. Il cemento, così come i vari tipi di sintetici, non può essere usato bagnato — al contrario della terra, che rallenta ma tollera qualche goccia.

Mateco

Una superficie granulosa che ha visto il suo picco di popolarità negli anni ’80 e di ancora cui troviamo parecchie tracce nei circoli siciliani. Per quanto possa iscriversi alla categoria del “duro”, il Mateco non è classificabile come veloce — anche se un giocatore abituato solo alla terra potrebbe considerarlo tale. D’altro canto, il ribalzo, alto, non si distacca particolarmente da quello della terra battuta.

Fondamentalmente, parliamo di un cemento poroso. Duro, sì, ma resistente agli agenti atmosferici e con buona capacita di drenaggio. 

Il suo valore aggiunto è la durabilità, visto che un campo in Mateco può rimanere in vita per decenni con l’aiuto di una lieve manutenzione.

Sintetico “Play-it”

Superfici Tennis: Un campo in Play it a Bergamo
Superfici Tennis: Un campo in Play it a Bergamo

Altro sintetico diffuso in Sicilia. Come i precedenti, duraturo e di velocità media (3/5 nella scala fornita dal’ITF). Sostanzialmente parliamo di una superficie in resina e/o gomma, che dà la sensazione di giocare sul duro, ma ammortizzando parecchio l’impatto fisico. Un ottimo compromesso fra cemento e terra.

Sintetico “Green Set”

I campi in Green Set sono formati da resina di alta qualità. Le loro caratteristiche sono pressoché simili al Play-it, con la differenza che il gioco che garantiscono è più rapido (parliamo già di un 4 nella versione “confort”). E — questo è un bonus — si asciugano rapidamente.

Superfici Tennis: L’erba

L’erba naturale è praticamente sconosciuta in Sicilia. Principalmente perché il clima non è adatto ad avere un manto in buono stato per 365 giorni l’anno, ma anche per il prezzo parecchio esoso della manutenzione. Questa, fra le altre cose, spesso può essere portata a termine solo da giardinieri esperti, che conoscano i distinti tipi di erba che possono essere piantati e le tecniche di potatura per il tennis.

Superfici Tennis Sintetico
Superfici Tennis: l’erba sintetica può essere una soluzione polivalente.

Una variante che, invece, è più comune vedere è quella dell’erba sintetica. Questa è una buona soluzione soprattutto quando si costruisce un campo con più di una destinazione. L’esempio classico è il campo di calcetto con le righe del tennis al suo interno e la rete smontabile. Nel caso del mix calcetto/tennis, è probabile che l’erba venga intasata con pallini di gomma. Altrimenti, con la sabbia.

L’erba sintetica fornisce un rimbalzo più basso ed una potenza maggiore rispetto alla terra. Dall’altro lato, però, la sua manutenzione è certamente più dispendiosa, visto che spesso non c’è altra soluzione all’usura che cambiare tutto il tappeto.

Superfici Tennis: Quale scegliere?

Arrivati alla fine di questo excursus sulle superfici di campi da tennis più diffuse in Sicilia è lecito chiedersi quale sia la migliore. Non c’è una risposta giusta. Bisogna guardare il portafoglio, ma anche il tipo di gioco che si vuole sviluppare in coloro che lo useranno. Soprattutto, è bene pensare alla velocità dei tiri che vogliamo ottenere. In ogni caso, ogni valutazione dev’essere anche vincolata a ciò che già abbiamo nel nostro circolo: se tutti i nostri campi sono in terra, forse sarà il caso di provare una superficie nuova!