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Tornei Open in Sicilia: gli eventi in programma a marzo e aprile

Tornei Open Sicilia

A causa delle restrizioni per il Coronavirus, il nostro consueto appuntamento con i tornei in programma in Sicilia include solo il circuito Open (l’unico riconosciuto “di interesse nazionale” — trovi più informazioni qui). Sono sette gli eventi Open in programma fra marzo e aprile nell’isola. Andiamo a vederli in dettaglio.

TENNIS CLUB MATCH BALL (Siracusa) — dal 28 febbraio al 14 marzo

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 400€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 101€
  • Doppio Maschile e Doppio Misto, Monte Premi: 0€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: tcmatchball@virgilio.it

TENNIS CLUB MATCH BALL (Siracusa) — dal 21 marzo al 4 aprile

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 500€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 300€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: tcmatchball@virgilio.it

S.S.D. TENNIS SCHOOL (San Gregorio di Catania) — dal 28 marzo all’11 aprile

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 1.500€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 700€
  • Doppio Maschile, Monte Premi: 500€
  • Doppio Femminile, Monte Premi: 300€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: tornei@infoscuolatennis.it

LEGGI ANCHE: ALL’AUSTRALIAN OPEN CON GLI OCCHI DI ETTORE ZITO, IL COACH SIRACUSANO DI MATTEK-SANDS: “LA QUARANTENA È STATA TOSTA. CARUSO SE LA GIOCA CON TUTTI”

CIRCOLO TENNIS RAGUSA (Ragusa) — dall’11 al 25 aprile

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 1.499€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: ctragusa@gmail.com

TENNIS CLUB TOMMY (Trecastagni) — dall’11 al 25 aprile

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 500€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 100€
  • Doppio Maschile, Doppio Femminile e Doppio Misto, con Monte Premi: 0€

Superficie: Erba sintetica

Info e Iscrizioni: tennisclubtommy@gmail.com

A.S.D. LE ROCCETTE (Mascalucia) — dal 18 aprile al 2 maggio

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 999€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 500€
  • Doppio Maschile, Doppio Femminile e Doppio Misto, con Monte Premi: 0€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: leroccettetennis@gmail.com

TENNIS CLUB MATCH BALL (Siracusa) — dal 25 aprile al 9 maggio

Open

In programma:

  • Singolare Maschile, Monte Premi: 500€
  • Singolare Femminile, Monte Premi: 0€

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: astennismatchball@tiscali.it

Tornate anche il prossimo mese per conoscere i nuovi tornei open in calendario in Sicilia!

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Come diventare maestro di tennis in Sicilia

Diventare Maestro di Tennis corso

Come diventare un maestro di tennis? I più puri a questa domanda risponderanno che “maestri di tennis si nasce, non si diventa”. E questo in parte è vero. Ma è anche vero che per diventare istruttori di questo sport sia necessario passare per una buona gavetta e per un iter burocratico dettato dalla FIT. 

In questo articolo, TennisSicilia vi fornirà una guida dettagliata, passo per passo, su come diventare a pieno diritto un istruttore di Tennis in Sicilia. Dando per scontati, ovviamente, la vocazione all’insegnamento, l’amore per lo sport e il possesso di tutti gli attrezzi del mestiere.

Come diventare un maestro di tennis?

È importante, prima di cominciare, distinguere le varie categorie di istruttore a cui si può ambire. Nello specifico, sono quattro: 1) Istruttore di primo grado, 2) Istruttore di secondo grado, 3) Maestro Nazionale, 4) Tecnico nazionale. Noi ci concentreremo sul come diventare un Maestro Nazionale di tennis, ma è necessario conoscere anche gli step precedenti.

Diventare Maestro di Tennis
Un maestro di tennis con un’allieva (Fonte: Creative Commons).

Istruttore di primo grado

Per diventare istruttore, di qualsiasi genere, è sempre necessaria la frequenza con profitto a specifici corsi di formazione. L’istruttore di primo grado non fa eccezione. Questa qualifica ha validità biennale e può essere conseguita dai candidati che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età all’inizio del corso.

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L’istruttore di primo grado può collaborare con un istruttore di secondo grado, con un maestro nazionale o con un tecnico nazionale, per l’affiliato che ne richiede la prestazione, solo nei corsi di minitennis. In una Club school può operare autonomamente solo nei corsi collettivi con tesserati che non siano in possesso di classifica federale, ma non nei corsi individuali.

Istruttore di secondo grado

La qualifica di istruttore di secondo grado ha carattere permanente ed è conseguibile dall’istruttore di primo grado che abbia compiuto il 20 anni all’inizio del corso, che abbia svolto due anni di attività professionale e che abbia ottenuto il rinnovo annuale della qualifica.

L’istruttore di secondo grado può lavorare individualmente solo per l’insegnamento del minitennis e per i corsi di avviamento. Altrimenti, questi deve collaborare con un maestro nazionale, o con un tecnico nazionale, e solo nei corsi di perfezionamento e specializzazione rivolti a tennisti che non siano in possesso di classifica federale superiore alla terza categoria. Può anche svolgere lezioni individuali per giocatori che non siano in possesso di classifica federale superiore al gruppo NC della quarta categoria e che non appartengano ai settori under. 

Un Maestro di Tennis con un'allieva
Fonte: Creative Commons.

Maestro Nazionale

La qualifica di Maestro Nazionale, fra le più ambite, ha carattere permanente. Può essere conseguita dagli istruttori di secondo grado, che abbiano compiuto il ventunesimo anno di età prima dell’inizio del corso abilitante, attraverso l’idoneità ottenuta con la frequenza al corso di formazione, comprensivo di un tirocinio da 30 crediti, ed il superamento di un esame finale.

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Il maestro nazionale può svolgere la propria attività in tutto il territorio nazionale, dirigendo scuole di tennis di ogni livello. È abilitato, inoltre, a seguire atleti che svolgono attività di alto livello nazionale, con esclusione di atleti di livello internazionale con classifica ATP o WTA, ed a svolgere lezioni individuali.

Tecnico Nazionale 

Per diventare Tecnico Nazionale un Maestro Nazionale deve aver compiuto 25 anni e svolto i relativi corsi e tirocini corrispondenti. Questi può svolgere in tutto il territorio nazionale le funzioni attribuite al maestro nazionale ed è abilitato, inoltre, a seguire atleti di livello internazionale con classifica ATP o WTA.

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Come diventare maestro di tennis
Campo da tennis (Fonte: Creative Commons)

Diventare Maestro Nazionale di tennis in Sicilia

La carica di Maestro Nazionale è, praticamente, quella a cui uno pensa quando visualizza un maestro di tennis nella sua mente. È, per questo, molto ambita e non semplicissima da ottenere. Vediamo come fare, in Sicilia e non.

Innanzitutto, bisogna passare per il cursus honorum sopra descritto — cioè, per le cariche di istruttore di primo e secondo livello. A seguire, bisogna partecipare al bando per il corso specifico della FIT. Ad esso possono accedere solo i candidati che rispettino le seguenti caratteristiche (secondo il bando dell’anno 2020):

  • Aver compiuto il ventunesimo anno d’età prima dell’inizio del corso; 
  • Aver ottenuto la qualifica di Istruttore di 2° grado o aver superato gli esami previsti al termine del modulo del Corso Straordinario di formazione di Istruttore 2° grado 2020;
  • Occupare o aver occupato nella carriera agonistica un posto nei primi 600 in singolare e/o nei primi 300 in doppio del ranking ATP, oppure nelle prime 500 in singolare e/o nelle prime 200 in doppio del ranking WTA;
  • Essere in possesso della Licenza di Scuola Media Inferiore; 
  • Essere in regola con il pagamento delle quote d’iscrizione all’Albo o agli Elenchi fino all’anno 2019; 
  • Se tenuti a frequentarlo, aver partecipato a un corso di aggiornamento organizzato dalla FIT nel biennio 2018-2019; 
  • Aver sempre partecipato alle rappresentative nazionali, qualora convocati; 
  • Non aver riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno ovvero a pene che comportano l’interdizione dai pubblici uffici superiore ad un anno; 
  • Non essere stati assoggettati, da parte del C.O.N.I. o di una qualsiasi Federazione sportiva, a squalifiche o a inibizioni complessivamente di durata superiore ad un anno; 
  • Non aver subito sanzioni di sospensione dell’attività sportiva a seguito di utilizzazione di sostanze o di metodi che alterano le naturali prestazioni fisiche nell’attività sportiva.
Country Time Club Palermo
Il Country Club di Palermo (Foto: Antonio Cefalù).

Coloro che rispettano queste richieste, passano comunque per una selezione che ammette solo 120 candidati (di cui la metà sono tassativamente Under-35): se guardiamo all’ultimo bando, si tratta di un terzo dei partecipanti. 

Inoltre, vi sono 10 wild card. 5 vengono dispensate ad aspiranti maestri provenienti da regioni che hanno pochi allenatori per un numero elevato di scuole tennis; le altre 5 vanno ad allenatori di atleti di interesse nazionale — com’è stato il caso qualche anno fa di Andrea Volpini, uno degli allenatori del Team Piatti che accompagnava Jannik Sinner.

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Una volta selezionati, rimangono quattro step prima di arrivare ad ottenere la carica di Maestro Nazionale: 1) I moduli scientifici, 2) I moduli tattico-tecnici, 3) Il tirocinio, 4) L’esame finale.

I moduli scientifici

In questa fase del corso, il candidato affronta due moduli di apprendimento che toccano tutti i temi didattici mirati all’insegnamento ai ragazzi dagli 11, 12 anni fino ai 19, 20, quelli in fase adolescenziale. Si tratta di aree focalizzate sulla preparazione mentale, ma anche fisica, metodologica e relativa all’alimentazione. Per accedere alla fase successiva, i candidati devono superare un test a risposta multipla.

Foto: Antonio Cefalù

I moduli tattico-tecnici

È il momento di scendere in campo. Qui i futuri maestri affrontano il minitennis, il perfezionamento  e la specializzazione dei giovani tennisti. La denominazione del modulo (che antepone la tattica alla tecnica) non è casuale: in FIT si crede che prima serva sviluppare il pensiero alla base del gioco, prima della tecnica.

Il tirocinio

Nel secondo anno del percorso, mentre starà svolgendo gli ultimi moduli tattici-tecnici e lavorando sulla stesura della propria tesi, il candidato dovrà anche accumulare sei settimane di stage (non consecutive). Questi sono svolti sotto la supervisione di tecnici FIT, in periodi specifici dell’anno — durante i raduni dei centri periferici sparsi sul territorio, per esempio, ma anche durante gli Internazionali BNL d’Italia o alle Next Gen ATP Finals o nei Centri Estivi FIT.

Anche il tirocinio prevede una valutazione complessiva, che fa media per la valutazione finale, e tiene conto di parametri quali le capacità di comunicazione, di relazione, la cura dell’immagine e del comportamento con i ragazzi — spiega il sito della FIT.

Diventare Maestro Nazionale di tennis: l’esame finale

Sono 3 le prove da superare. La prima consiste in 40 minuti di prova di gioco in cui il candidato deve mostrare la propria competenza e la capacità di esecuzione di tutte le azioni di gioco del tennis.

La seconda consiste in un’altra prova scritta da 90 domande riguardanti tutti i temi trattati. Solo dopo il superamento di questo passaggio ulteriore, il candidato può presentarsi davanti al Consiglio Direttivo dell’Istituto per discutere la propria tesi. Il tasso di successo, alla fine della fiera, si attesta solitamente intorno all’80%.

Questa era la nostra guida, passo per passo, per diventare Maestro Nazionale di tennis in Sicilia e in tutta Italia. Un percorso non immediato, ma di certo estremamente gratificante e che permette di poter portare avanti una delle professioni più belle che ci siano — quella di tramandare alle nuove generazioni il gioco del tennis. 

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Padel a Palermo: il Country annuncia due tornei Open

Importanti novità per il padel agonistico a Palermo: Il Country Time Club di via dell’Olimpo ha annunciato la creazione di due nuovi tornei Open per i mesi di gennaio e febbraio.

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Il primo ha un montepremi di 550€, di cui 250€ saranno destinati al torneo maschile e 150€ al femminile e al misto. Questo si svolgerà dal 27 al 29 gennaio e prevederà una quota di iscrizione di € 19,00, a cui sommare una quota FIT da 600€.

Il secondo, quasi immediatamente successivo, si svolgerà dal 31 gennaio al 14 febbraio. In questo caso, parliamo di un montepremi da 800€ — 500€ per il maschile e 300€ per il femminile. Qui la tassa di iscrizione ammonta a 15€ (10€ nel caso degli Under), più la quota FIT.

In entrambi i casi, le iscrizioni andranno fatte pervenire al circolo personalmente o attraverso email all’indirizzo tornei@countrytimeclub.com.

L’organizzazione di questi nuovi tornei rappresenta un’altra pietra miliare per il circolo palermitano, che poteva già vantarsi di essere stato il primo a costruire un campo di padel in Sicilia (nel 2014). Nel 2020, il club che ospita i Palermo Ladies Open ha deciso di costruire altri due campi, ormai bene sempre più richiesto dai soci ai propri circoli. La quantità di campi di padel rimane competitiva per un circolo ad iscrizione, anche se ci sono diverse strutture a Palermo in cui non c’è bisogno di essere associati per giocare e che contano più rettangoli di gioco. Sono degli esempi “Padel Palermo” (sette campi), “Padel Favorita” (sei campi), o il “Padel Sporting Village” (anche qui, sei campi).

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Tutto ciò che c’è da sapere sul Padel, lo sport che sta facendo impazzire i siciliani e che non è così simile al tennis come pensate

Differenze Padel Tennis

Cos’è il Padel? Che differenze ci sono con il Tennis? È difficile giocarci per un principiante? Sono tutte domande che, prima o poi, ci siamo posti tutti quanti quando uno dei nostri amici ci ha confessato entusiasmato la sua nuova passione.

La popolarità del Padel sembra crescere giorno dopo giorno, alimentata da una schiera di amatori che non può fare a meno di questo sport relativamente recente. Solo in Sicilia, infatti, i tesserati sono 900 e i campi continuano a crescere come funghi. TennisSicilia vi spiega tutti i perché dell’esplosione del Padel, la sua storia e le differenze che presenta col tennis.

L’origine del Padel e la sua genesi in Italia

Qui c’è da togliersi subito un dente: Paddle? Padel? Padol? La storia può aiutarci a risolvere qualche dubbio. Lo sport nasce negli anni ’70 in Messico, ma con interessanti influenze dei vicini nordamericani. Il nome scelto, infatti, è Pádel, che non è altro che la rivisitazione ispanica di Paddle, il sostantivo che negli Stati Uniti attribuiscono alla racchetta.

Messico, dicevamo. Secondo la Federazione Internazionale, l’anno esatto della sua genesi è il 1969. In quel momento, l’abbiente Enrique Cordera voleva costruirsi un campo da tennis, ma nella sua villa disponeva solo di un’area lunga 20 metri e larga 10. La recintò con dei muri in cemento, inizialmente perché le piante non invadessero il campo, ma, poco a poco, questi diventarono parte integrante del gioco, che si distingueva sin da subito dal tennis per l’utilizzo di racchettoni in legno.

Il Padel inizia immediatamente ad espandersi in America Latina, trovando particolare fortuna in Argentina. In una sorta di colonialismo all’inverso, il gioco venne portato anche in Europa attraverso degli amici spagnoli che erano andati a trovare Enrique nel 1974. Si innamorerà di questo sport anche il campione spagnolo di Wimbledon Manolo Santana, che creò addirittura il suo piccolo circuito di tornei nella Costa del Sol.

Differenze Padel Tennis Torneo in Spagna
Un torneo di Padel disputato a Madrid, una delle capitali mondiali del Padel (Fonte: Creative Commons).

L’anno zero del Padel in Italia è il 1991. Con esattezza è il 18 febbraio il giorno della nascita della Federazione Italiana Gioco Padel (F.I.G.P.), costituita da una serie di amatori fra cui, non a caso, spiccava un argentino recentemente trasferitosi a Bologna.

Il Milanese Gianluca Baldi divenne il primo campione italiano di Padel, vincitore del campionato d’esordio celebratosi un anno più tardi. Nel 1992, la nazionale italiana partecipò anche ai primi mondiali di questo sport, ospitati dalla Spagna. Gli azzurri si classificarono ottavi.

Nel Aprile del 2008, il Padel viene finalmente riconosciuto dal C.O.N.I. attraverso l’inserimento del Settore Paddle nella Federazione Italiana Tennis. Oggi, il Padel fa anche parte del circuito TPRA.

Le Differenze fra Padel e Tennis

Differenze Padel e Tennis Pallina
Occhio ai dettagli: la pallina da Padel non è uguale alla pallina da Tennis (Fonte: Creative Commons)

Anche senza conoscere le radici storiche di questi due sport, non sarebbe un’eresia immaginare che il Padel senza il Tennis non sarebbe mai esisto. Per quanto uno sia la derivazione dell’altro, però, le differenze fra i due sport sono parecchie e sostanziali.

Partiamo dal campo. Come dicevamo prima, il campo di padel misura 20×10 metri ed è delimitato da pareti che sono parti integrante dell’area di gioco: se la palla le tocca dopo aver rimbalzato per terra, infatti, rimane giocabile finché non tocca il terra nuovamente. Il campo da tennis, invece, misura 23,7×8,23 metri e può essere costituito da una maggiore varietà di superfici.

La parete è composta da vetri temperati, ma parzialmente anche da grate. La irregolarità di queste ultime aggiunge un grado di difficoltà per il calcolo del rimbalzo. Come ha raccontato il n. 1 in Italia, Michele Bruno, a Sportellate, “Inizialmente erano anche per me molto fastidiose. Adesso le riesco a sfruttare a mio favore. Una volta che vedi e capisci la rotazione con cui colpisce la palla il tuo avversario, tu già sai più o meno che rimbalzo avverrà sulla grata”.

Anche gli strumenti del mestiere sono diversi. Una delle maggiori differenze fra padel e tennis è la racchetta (la famosa paddle), che è più corta, spessa e non presenta incordatura. Le dimensioni sono di circa 45 cm di lunghezza, 25 cm di larghezza massima e 34-38 millimetri di spessore. Nemmeno la pallina si salva: per quanto sia apparentemente identica, quella del padel è più leggera e “volatile” di quella tennistica.

Le partite si giocano solo in doppio ed il punteggio segue gli stessi dettami del Tennis. La battuta, nel Padel, si esegue soltanto dal basso, mentre nel Tennis si è liberi di scegliere lo stile di servizio preferito.

Differenze Padel e Tennis
Sullo sfondo la battuta dal basso tipica del Padel (Fonte: Creative Commons)

Vi sono inoltre variazioni sostanziali a livello di dinamica. Mentre il Tennis è più sport, il Padel, con la sua spettacolarità e la sua accessibilità anche al pubblico inesperto è più un gioco. Non a caso, in molti considerano quest’ultimo uno degli spettacoli con maggiori margini di crescita commerciale nei prossimi anni.

L’ex giocatrice di Tennis, oggi dedicatasi al Padel, Sandrine Testud ha spiegato questo aspetto a Ubitennis: “Iniziare a giocare a padel per puro diletto con gli amici è chiaramente semplice. Il campo è più piccolo rispetto a quello da tennis, così come gli spostamenti meno impegnativi”. 

Ciononostante, salendo di livello la transizione svela difficoltà non da poco, spiega la giocatrice. “Il padel vero è tutto un altro sport. Ci vuole meno forza nel colpo, devi piazzare la palla calcolando anche il rimbalzo sulle pareti. C’è molta più tattica. Sono movimenti e punti di riferimento che un tennista non conosce, chi gioca bene a padel chiude subito il punto quando di fronte si trova chi colpisce piatto come se fosse su un campo da tennis. Più si sale di livello, più la palla deve rimanere bassa”.

L’esplosione del Padel in Sicilia

Un campo di Padel a Lisbona
Un campo di Padel a Lisbona (Fonte: Creative Commons)

Mentre nel professionismo l’Italia rimane qualche passo indietro rispetto a paesi come la Spagna, oggi il Padel amatoriale è un fenomeno in piena esplosione nella penisola e in Sicilia. Claudio Drago, vicepresidente del comitato regionale FIT con delega al Padel, ha dichiarato che nella regione si contano già 900 tesserati fra agonisti e non.

Ma questo numero non conta i giocatori occasionali, quegli amici che tutti abbiamo che utilizzano più la chat del circolo di Padel che quella della fidanzata. È anche grazie a loro se in questo momento il Padel è diventato la moda del momento. Non a caso, ha aggiunto Drago, “in tutte le province della Sicilia sorgono sempre più campi.”

Questi possono essere dei recinti affittati ad ore da chiunque abbia voglia di usarli, o delle strutture costruite a beneficio dei soci dei circoli del tennis, che le reclamano ogni giorno di più.

Per esempio, il presidente del CT2 di Palermo, Marco Ferrito, ha raccontato alla FIT Sicilia che “da quando, a inizio 2019, abbiamo realizzato i campi, il successo a livello di adesioni dei nostri tesserati è stato esponenziale. Dopo la riapertura post lockdown, il ritorno sui campi è stato graduale, ma da giugno in poi i campi sono quasi sempre occupati.

Le differenze fra Padel e Tennis ci aiutano anche a spiegare il successo del primo: “A mio parere – continua Ferrito – il boom del padel è legato al fatto di riuscire ad attecchire in tutte le fasce d’età, coinvolgendo sia maschi che femmine. Anche coloro i quali non hanno mai giocato a tennis, con qualche lezione e in poche settimane riescono a palleggiare senza problemi e a divertirsi con i loro amici, aspetto che, alla fine, è quello principale”.

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Il 2020 del tennis siciliano: un successo da alimentare

Tennis Siciliano 2020

Arrivati ormai alla fine della stagione tennistica, è ora di bilanci. Su TennisSicilia vi spieghiamo perché il 2020 sia stato un anno particolarmente florido per il tennis siciliano, menzionando tutti i nomi propri di una stagione complessa ma altamente soddisfacente.

Tennis Siciliano 2020: Caruso non è sceso dalla giostra

Caruso Best Ranking

Si parte da Salvatore Caruso, quest’anno la punta di diamante del tennis siciliano in questo 2020. La parola che abbiamo usato qualche settimana fa per descrivere il suo anno è stata “metamorfosi”. Alla soglia dei 28 anni, l’avolese sta infatti raccogliendo i frutti di una carriera di tanti sacrifici. Sono in realtà tre le stagioni in cui Caruso ha portato a termine questa lenta ma costante crescita; questo convulso 2020, tuttavia, rimarrà impresso come l’anno in cui Sabbo è riuscito a stabilirsi ad alti livelli, senza scendere mai dalla giostra dei Top 100.

Il confinamento di inizio anno non è stato d’intralcio: la sua stagione partiva dalla posizione numero 98 delle classifiche, e di lì in poi per il siciliano è stato un percorso di best ranking in best ranking, condito addirittura da una finale nel Challanger di Forlì. Ad annata conclusa, Caruso si trova al 76º posto, quanto basta per renderlo il miglior tennista siciliano ed il sesto italiano al mondo. Ma stiano attenti quelli davanti, perché Sabbo non sembra ancora avere voglia di scendere dalla giostra.

Cecchinato vuole risalirci

Tennis Siciliano 2020
ATP di Sardegna Cecchinato

Il 2020 è stato un anno di cambiamenti per Marco Cecchinato — fortunatamente, tutti positivi. Innanzitutto sul piano personale, visto che il palermitano è diventato padre. Dal punto di vista tennistico, invece, Ceck ha cominciato l’impervia risalita verso quel sedicesimo posto che ha lasciato nel 2019. 

L’obiettivo è ancora lontano, ma la strada è più piacevole in compagnia: Cecchinato ha scelto Max Sartori, allenatore storico del palermitano, per accompagnarlo in questo percorso e le cose, per ora, stanno andando alla grande — “Lui sa come si sta ad alto livello. È l’uomo giusto per me”, ha detto a riguardo Cecchinato, qualche mese fa. 

Per adesso, c’è da portarsi a casa l’ottantesimo posto in classifica che, visto il passato di Ceck, è lecito pensare che non sia né carne né pesce. Ma le migliorie nel gioco e la ritrovata convinzione non si misurano necessariamente con i punti in classifica. Se il palermitano saprà mantenere, prima, e far lievitare, poi, il buon livello mostrato da luglio a seguire, anche la matematica gli darà ragione.

Il futuro è una Potenza

In un anno così complesso, la nascita di un nuovo tennista siciliano di livello internazionale è una notizia doppiamente confortante. Parliamo del licatese classe 2000 Luca Potenza, che un mese fa ha vinto il suo primo torneo del circuito ITF — il 15.000 di Monastir. La classifica ATP, per ora, dice 799, ma il futuro è di Potenza.

Dalila Spiteri ha scaldato i motori

Tennis Siciliano 2020

Ripartita dopo un brutto infortunio, Dalila Spiteri ha giocato un 2020 con la voglia di spaccare il mondo e, non a caso, ha concluso l’anno con due pezzi di argenteria in più da aggiungere in vetrina — il titolo individuale ed il secondo posto di doppio, in entrambi casi ad Heraklion, ma in due momenti diversi dell’anno.

In una recente intervista, la licatese ci ha raccontato di essere “stracontenta” della stagione vissuta, in quanto “nonostante abbiamo giocato poche partite, io ho fatto tante vittorie. Ci ha anche spiegato che l’essere lontana dal suo best ranking (è stata 456, oggi è 580) non è ciò che la preoccupa. Al contrario, Dalila spera di fare un salito di categoria per quanto riguarda i tornei da disputare e punta ad uscire dal “limbo” dei 15.000 il prossimo anno.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA QUI

La Sicilia ha trainato il tennis nell’ora più buia

Tennis Siciliano 2020

Quando ripartire sembrava un’impresa da folli, Oliviero Palma, direttore dei Palermo Ladies Open, ha alzato la mano e detto “eccoci”. Con la sorpresa dei più, l’evento WTA del capoluogo siciliano è diventato il primo torneo internazionale dopo lo scoppio della pandemia del Coronavirus. Questo basterebbe per definirlo storico, ma è importante ricordare che i Ladies Open siano stati un gran successo a prescindere dal loro posizionamento nel calendario.

Innanzitutto, il torneo è stato un successo per qualità e diffusione mediatica. Palermo è stata sulla bocca (e i teleschermi) di tutti per il suo ricchissimo tabellone (c’erano ben 9 giocatrici fra la 15ª e la 27ª posizione dei ranking), il livello di gioco spettacolare e la calda e rassicurante presenza del pubblico.

Ma, se è vero che il tennis giocato è quello che appassiona più di tutto gli spettatori, va anche ammesso che l’interesse del mondo fosse focalizzato innanzitutto sull’efficacia dei protocolli di sicurezza. A mesi dalla fine del torneo, e quindi sapendo che nessuna giocatrice abbia portato il virus con sé come souvenir di Palermo, possiamo affermare che l’organizzazione dei Ladies Open (e con essa il suo consulente medico, il dott. Antonio Cascio) sia stata eccellente anche rispetto alla sfida più dura, quella sanitaria.

I Ladies Open si sono dimostrati anche la solita isola felice per le tenniste italiane e, in particolare, un palcoscenico prestigioso per quelle siciliane. Senza pretese di grandi risultati, la licatese Dalila Spiteri e la palermitana Federica Bilardo hanno potuto godersi la loro serata sul Centrale, arrendendosi però rispettivamente a Elena-Gabriela Ruse e Oceáne Dodin. 

Compagne in doppio, le due meridionali hanno perso anche lì alla loro prima partita. Per Bilardo-Spiteri la sconfitta è arrivata contro la coppia Siegemund-Wickmayer.

Continuando sul filo delle tenniste locali, il Country Time Club va ulteriormente lodato per aver dato una spinta al tennis femminile quando l’Italia sportiva sembrava essersene “dimenticata” (come ci raccontava Dalila Spiteri). Sono i tornei locali, infatti, la più grande chance per le tenniste italiane di avanzare in classifica e guadagnare esperienza. Gli organizzatori di Palermo, anche in un momento di difficoltà, sono stati fra i pochissimi a voler tendere una mano al tennis femminile italiano, oltre che mondiale, e questa nota di merito vale tanto.

Il 2021: l’anno della verità

Diceva David Bowie che si può “essere eroi, anche solo per un giorno”. Per molti potrebbe sembrare un inno alla speranza, ma per il tennis siciliano dev’essere un monito: tutti possono avere una grande annata, pochi però riescono a mantenere vivi i propri successi a lungo. Continuerà la crescita di Caruso? Potrà Cecchinato tornare ai livelli del 2019? I Palermo Ladies Open ospiteranno ancora una volta la vera élite del tennis mondiale? Lasciato l’ottimo 2020 alle spalle, l’obiettivo del 2021 per il tennis siciliano è semplice: dimostrare di non essere un fuoco di paglia, ma una solida realtà.

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Esclusiva | Dalila Spiteri: “In Italia si sono scordati di noi, sembrava che il virus colpisse solo le donne”

Dalila Spiteri

TennisSicilia ha intervistato Dalila Spiteri (Licata, 24/04/1997), tennista siciliana attualmente al numero 585 delle classifiche WTA. La licatese ci ha raccontato del suo momento di forma, dei suoi obiettivi futuri e delle sue perplessità sulla gestione del tennis femminile durante la pandemia. In ogni caso, senza perdere mai il sorriso sulle labbra.

Antonio Cefalù: Settimana scorsa eri in Grecia, ma hai dovuto abbandonare il torneo ITF di Heraklion per infortunio. Adesso dove sei e come stai?

Dalila Spiteri: Sono a Licata, qui ho il mio fisioterapista di fiducia. Purtroppo nel secondo torneo, mentre giocavo, mi ha iniziato a far male l’addome. Quella partita l’ho vinta, ma il giorno dopo non potevo alzare nemmeno il braccio. Un leggero stiramento, ma mi sono dovuta ritirare.

AC: E quando pensi di poter tornare a giocare?

DS: Tornei non ce ne sono, quindi non c’è problema (ride, ndr). Però non è niente di grave.

AC: Prima di questo stop, però, sempre ad Heraklion avevi fatto semifinale nel singolo e finale di doppio. Più contenta di essere andata così avanti o più rammaricata di esserti fermata a così poco dalla meta?

DS: No, sono contenta. Ho fatto un bellissimo torneo e sono contenta di come ho giocato. Il rammarico è aver giocato quarti e semifinale del singolo lo stesso giorno mentre mi portavo dietro un infortunio. Però affrontavo un’ottima avversaria (Andreea Rosca, ndr) e nonostante tutto me la sono giocata. Poi quest’anno è tutto complicato perché di partite se ne fanno pochissime. Uno fa tanti allenamenti, ma è molto diverso allenarsi dal fare un torneo, soprattutto se non hai un obiettivo vicino. Siamo tornati a inizio anno: pronti via, tre tornei e ci hanno sospeso, poi altri tre tornei e ci hanno sospeso, ora uno e mezzo e siamo tutti a casa…

AC: Quindi sulla tua agenda il tuo prossimo appuntamento tennistico non c’è ancora.

DS: Proprio oggi ci siamo guardati col maestro e ci siamo detti: “finita la Grecia, che facciamo? Iniziamo la preparazione invernale?”. Siamo a novembre, fino a febbraio non ci sono tornei: possiamo fare quattro mesi di preparazione?

Dalila Spiteri e Melania Delai
Dalila Spiteri (a destra) posa insieme a Melania Delai dopo il secondo posto in doppio ad Heraklion.

AC: La coppia di doppio con Melania Delai invece come nasce?

DS: Ci vedevamo in giro, nei tornei. Poi ci siamo contattate e ci siamo dette di fare tutti i tornei in Grecia insieme. Anche se alla fine ne abbiamo potuti fare solo due.

AC: Della Delai si parla molto bene. In lei vedi un grande futuro?

DS: Lo vedo perché è una ragazza molto forte mentalmente: ha tanta pressione addosso che gli arriva dalla gente che dice che diventerà forte, ma lei non li ascolta, entra in campo e di quello che dicono non gliene frega niente. Questa è la sua forza. Con tutte le aspettative che hanno creato su di lei, se fosse una normale avrebbe già smesso. Poi ovviamente gioca bene a tennis, ma di testa è fortissima.

AC: Ultimamente si è parlato molto della gestione della pandemia nei grandi tornei, fra bolle e tamponi continui. In un circuito minore ma comunque importante come l’ITF quali erano i protocolli?

DS: Opinione personale: si vedeva troppo che fossimo di seconda fascia. Ovviamente gli organizzatori cercavano in tutti i modi di far rispettare le regole, ma era paragonabile a quando vai al bar e ti danno l’igienizzante. Il più bravo di tutti è stato l’organizzatore di Trieste, Tarvisio e Grado, per il resto eravamo lasciate un po’ allo sbaraglio. Era tutto un po’ controsenso: tra di noi c’era paura, ma alla fine per risparmiare dovevi prenderti una camera tripla; tutta la giornata separati per la paura l’una dell’altra, poi entri nello spogliatoio, le docce sono solo tre e che fai? Non ti lavi? (Ride, ndr). Però poi entravi in campo e l’arbitro ti rimproverava se poco poco sfioravi la panchina dell’altro, se non igienizzavi le mani al cambio campo… Invece nei WTA erano tutti super controllati, com’è giusto che sia. È chiaro che in quel caso parliamo di professionisti, ma se parliamo di vite umane siamo tutti uguali.

Dalila Spiteri nel circolo che ospitava il torneo ITF di Heraklion (Foto: Instagram, @dalila_spiteri).

AC: E il lockdown come l’hai vissuto?

DS: Quando si pensava a livello economico… (ride, ndr) Le spese continuavano ad esserci ma le entrate erano nulle e il primo montepremi lo vedevi lontanissimo. È chiaro che quando uno va al torneo spende di più, però migliora. Poi ti allenavi, sì, ma per quale obiettivo? A livello personale, però, mi è andata bene, perché è da tanti anni che vivo fuori casa e non sono stata mai così tanto tempo con la mia famiglia.

AC: Da quanto sei fuorisede?

DS: Dal 2013. Sono andata a Reggio Calabria, all’accademia, poi sei anni a Roma. Al Country (Palermo, ndr) sono arrivata a dicembre 2019, dopo una fascite plantare curata male che mi sono portata dietro per sette mesi. A pensarci nel 2020, quello è stato un anno favoloso, ma in periodo normale direi che è stato un anno schifoso (ride, ndr). In quel periodo un po’ così mi sono guardata intorno per cercare un nuovo maestro e Cinà… è Cinà! Quando si è presentata l’occasione non ci ho pensato due volte.

AC: Che bilancio fai di questo 2020? Hai portato a casa un altro titolo dopo diversi anni…

DS: Nonostante abbiamo giocato poche partite, io ho fatto tante vittorie. Quindi sono stracontenta… almeno, quel poco che ho fatto l’ho fatto bene!

Dalila Spiteri in campo a Trieste
Dalila Spiteri in campo a Trieste (Foto: Instagram, @dalila_spiteri).

AC: Però sei lontana dal tuo best ranking. Per te che valore ha la posizione in classifica?

DS: Quando sei fuori dai primi 200 posti cambia poco, perché i tornei sono sempre quelli e i guadagni non ci sono. Detta in modo grezzo, che tu sia 800 o 300, non sei comunque nessuno (ride, ndr). Se sei 200-250, già inizia a cambiare; se sei 150 ancora diverso. [Il ranking] mi era pesato un poco ad inizio anno, perché dopo essere stata così tanto tempo senza giocare ero scesa molto in classifica, quindi era difficile entrare ai tornei. Però, in generale, non mi importa la classifica. Quello che sì è importante per me è la categoria, fare un salto oltre i tornei da 15.000. Quest’anno ne ho vinto uno, ho fatto semifinali, quarti e la mia classifica è sempre questa. Proprio questo dicevamo col mio maestro: “va bene farli adesso, ma in un anno, un anno e mezzo te ne vai”.

AC: Quindi l’obiettivo del 2021 è uscire dal limbo dei 15.000?

DS: Sì. È proprio un limbo, una fogna direi (ride, ndr).

AC: E, insieme al tuo allenatore, che cosa avete detto che serve migliorare per uscire dal limbo? Qualche aspetto del tuo gioco in particolare?

DS: No, più che altro vogliamo fare tante partite e giocarcele tutte per acquisire continuità. Certo, quest’anno ci siamo riusciti, però si è giocato poco. 

AC: Dunque: è importante giocare di più. Aggiungiamoci pure contro quelle forti. Ma se guardiamo il calendario dei tornei in Italia, nel femminile c’è veramente poco. Non ti senti lasciata indietro rispetto agli uomini?

DS: Nel femminile non c’è proprio niente. E, sinceramente, noi ragazze dopo Grado ci siamo sentite parecchio e ci chiedevamo proprio questo: “ma perché tutta questa differenza fra uomini e donne?”. C’è stata una quantità di Challenger in Italia clamorosa, assurda. Ma nel femminile zero. Francamente, si sono scordati di noi. Sembrava che il virus colpisse solo le donne.

AC: Poi, con tutti i ragazzi forti che ci sono in Italia, piuttosto che fare un altro ATP (il nuvo 250 in Sardegna, ndr) magari conveniva pensare a un WTA per dare una mano alla crescita del movimento femminile…

DS: Torniamo sempre lì: più uno gioca, più migliora, più fa passi avanti in classifica. Noi italiane quest’anno non avevamo come andare avanti. A parte Martina Trevisan a Roland Garros, anche quelle forti non entravano da nessuna parte. Non c’erano tornei…

AC: E voi giocatrici non avete un interlocutore alla FIT a cui rivolgere queste lamentele?

DS: Purtroppo no.

Il rovescio a una mano di Dalila Spiteri (Foto: Instagram, @dalila_spiteri)
Il rovescio a una mano di Dalila Spiteri (Foto: Instagram, @dalila_spiteri).

AC: L’ultima e ti lascio andare. Su Instagram spesso citi Nadal. Come mai?

DS: Forse ce ne sono di più forti, ma per la sua grinta e per tutto quello che fa ogni giorno è un esempio, non solo come tennista.

AC: Quindi fra mamma e papà, fra Nadal e Federer, tu dici Nadal?

DS: In realtà non ho mai saputo scegliere fra il grinta di Nadal e l’eleganza di Federer. Io faccio pure il rovescio a una mano… Però Nadal fa paura.

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Cos’è il TPRA e cosa organizza in Sicilia?

TPRA

Il FIT TPRA è un circuito tennistico attivo su tutto il territorio nazionale e pensato solo per gli amatori. L’acronimo sta per Tennis Program Ranking Amateur: in parole povere, l’associazione si propone di creare incontri e tornei fra dilettanti in maniera tale da poter stilare una classifica dei partecipanti, proprio come se giocassero nei circuiti ATP o WTA.

Cos’è il TPRA?

Attraverso la piattaforma TPRA, ogni tennista amatoriale (fighter) può trovare un potenziale sfidante in pochi click. A seconda del risultato del loro incontro (la sfida), il sistema calcola i nuovi punti in classifica dei due fighter ed aggiorna il loro Power, una misura della bravura tennistica assegnata ad ogni iscritto che permette di scalare le categorie del circuito. Lunedì 26 ottobre, gli organizzatori hanno annunciato una modifica dell’algoritmo che renderà il Power “più dinamico, più motivante, con un adeguamento più veloce alle vittorie ed ai bei risultati”.

TPRA CLASSIFICHE
Così appaiono le statistiche di ogni giocatore sul sito del TPRA.

Chiunque può partecipare agli incontri e tornei organizzati sotto l’ombrello della TPRA, basta che siano iscritti alla piattaforma (ci sono piani gratuiti ed a pagamento) e che non si siano mai spinti oltre una classifica FIT di 4.3. In quest’ultimo caso, possono entrare in classifica a partire da diverse soglie di anzianità. Per esempio, un ex giocatore o giocatrice di alto livello (o che in generale si sia spinto oltre il C3) potrà entrare nel circuito al compimento dei 67 anni.

Oltre alle sfide, i partecipanti possono partecipare ai tornei organizzati dal circuito. Questi includono i prestigiosi Master di fine anno, che vengono organizzati per premiare i migliori giocatori della stagione (come le ATP Finals, per intenderci). Nella passata stagione, il Master finale (le “Epic Finals“) si è tenuto a Milano (7-9 Novembre 2019), vendendo pubblicizzato con il motto “TUTTI POSSIAMO DIVENTARE PRO PER QUALCHE GIORNO“.

L’anno scorso è stato anche quello dell’esordio della Gazzetta TPRA Challenge by Enel. Questa è stata definita dagli organizzatori come “la più grande manifestazione di sempre nel tennis amatoriale per  visibilità, prestigio e coinvolgimento”. Il torneo si svolgeva prima su base provinciale. I vincitori delle fasi locali, successivamente, si qualificano ad eventi sempre più prestigiosi, fino a raggiungere le finali del Foro Italico di Roma.

Il progetto nasce nel 2007 come un’idea di Max Fogazzi per organizzare incontri di tennis fra amici. Oggi si tratta di un’entusiasmante realtà che, con l’aiuto della FIT, riunisce 87.149 giocatori i e conta centinaia di circoli associati. L’operazione è molto importante per il massimo ente tennistico italiano, visto che permette di coinvolgere amatori ed agonisti di minor livello, la grande maggioranza dei tesserati alla federazione, e di sviluppare con metodi più accattivanti l’attività di base.

TPRA PROFILO
Un esempio di un profilo di un fighter.

Il TPRA in Sicilia

In Sicilia, così come nel resto d’Italia, la piattaforma TPRA può essere utilizzata per trovare sfidanti di pari livello per partite di tennis amatoriali, i cui risultati saranno utilizzati per creare classifica e Power degli amatori isolani.

Lo spettacolare tasso di diffusione del circuito nell’isola è dato dal numero elevatissimo di tornei organizzati durante tutto l’anno nella nostra regione (una di quelle che più ne ospita in tutta Italia). Sul sito del TPRA se ne contano ben 237 giocati nell’ultima stagione, la maggior parte di essi organizzati a Messina (60), Trapani (57), Siracusa (39) e Palermo (33).

Un’altra maniera per scoprire quanto sia diffuso il TPRA in Sicilia è guardare le classifiche: nelle “race” per i Master finali, infatti, non mancano mai i giocatori isolani. Da sottolineare, in particolare, la presenza in terza posizione nella categoria Open Maschile del messinese Pace.

TPRA Campo sicilia

Allo stesso modo, ben 5 circoli siciliani sono fra i primi otto della classifica dedicata (il Sunshine Tennis Club di Marsala, il Circolo del Tennis Ing. Rocco Ricevuto di Trapani, il Circoletto dei Laghi di Messina, l’ASD Amici del Tennis di Paceco ed il Circolo del Tennis e della Vela di Messina).

Se pensi che il circuito TPRA faccia per te, puoi iscriverti gratuitamente sul sito ufficiale e cercare subito la tua prossima sfida contro un fighter siciliano (come abbiamo visto, non mancano).

Padel e Beach Tennis

In Sicilia, attraverso il TPRA è anche possibile giocare a Padel e Beach Tennis. Entrambi funzionano in maniera molto simile al tennis — possibilità di organizzare amichevoli, tornei e di essere dotati di un proprio Power aggiornato d’accordo con le proprie prestazioni. Tuttavia, al Padel ancora manca un evento che Beach tennis e tennis classico hanno in comune: il Master di fine stagione, ribattezzato “Grandoli Final Master” nel caso dello sport da spiaggia.

Nel caso del Padel, è impressionante la presenza di amatori siciliani nelle classifiche. Addirittura, in quella di rango “Advanced” ci sono ben 5 siciliani nelle prime 5 posizioni, tutti provenienti da Trapani e provincia. Tutta un’altra musica per il tennis da mare, la cui classifica è dominata da atleti provenienti dall’Emilia Romagna per tutte le prime 28 posizioni.

Il TPRA e la Pandemia

Lo scorso 30 ottobre 2020, la FIT ha sospeso l’attività del TPRA (tanto di tennis quanto di padel e beach tennis) fino a data da destinarsi, in quanto il circuito amatoriale non rientra nelle competizioni “ritenute di interesse nazionale” — le uniche consentite dall’ultimo DPCM. Tuttavia, come vi abbiamo illustrato in un recente articolo, ciò non significa la fine del tennis amatoriale in Sicilia. Se volete sapere come l’attività tennistica verrà influenzata dal più recente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, cliccate qui.

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Aperta la campagna di tesseramento FIT per il 2020/21

Tornei Open Sicilia

TESSERAMENTO FIT | Dal 30 ottobre 2020, tutti i giocatori di tennis italiani, professionisti e non, sono chiamati a sottoscrivere o rinnovare la propria tessera FIT.

Come ha comunicato la federazione, la procedura è particolarmente semplice per coloro che posseggono già una tessera per la stagione passata e sono iscritti al portale MyFIT. In questo caso, il rinnovo dovrebbe impiegare solo il tempo di qualche click.

In particolare, la Tessera Agonista si può rinnovare on-line allo stesso prezzo dello scorso anno, senza variazioni di costi. Nello specifico, il costo dell’affiliazione per questo piano, sia per motivo di rinnovo che per stipulare una nuova tessera, è di €350, lo stesso prezzo dello scorso anno. Le tessere Non Agonista e Socio presentano un “piccolo, fisiologico” incremento approvato dal Consiglio Federale.

Chi non era tesserato nel 2020 e vuole stipulare una tessera FIT dovrà, nel caso scelga la formula Agonista, obbligatoriamente fare la richiesta on-line, attraverso il sito federtennis.it. Per chi volesse una tessera Socio o Non Agonista, invece, ci sarà anche la possibilità di sottoscriverla presso il proprio circolo di riferimento. In quest’ultimo caso, i richiedenti dovranno pagare una maggiorazione del 20% in caso di nuovo tesseramento (se si tratta di un rinnovo, invece, non dovranno pagare nulla in più per l’impiego della modalità presenziale).

Nel comunicato, la FIT ricorda inoltre che affrettarsi nel tesseramento potrebbe implicare un affare per i giocatori italiani, dato che l’ente regolatore del tennis si riserva la possibilità di aumentare il listino prezzi dopo il 31 dicembre 2020.

Vale la pena ricordare che il tennis rimane uno degli sport più sicuri di fronte al rischio di contagio da Coronavirus. In uno studio del Politecnico di Torino (incaricato dal CONI), infatti, al tennis è stato attribuito un livello di rischio pari a 1 (scarso), calcolato in una scala da 0 a 4 (rispettivamente, inesistente ed elevato).

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Tennis in Sicilia: i tornei in programma a novembre

Tennis in Siclia

TENNIS IN SICILIA | Sono 13 i tornei che si svolgeranno nel mese di novembre in Sicilia. Come ogni mese, Tennis Sicilia vi aiuta a conoscerli, includendo i relativi contatti per richiedere informazioni riguardo le iscrizioni. Se avete qualche dubbio sugli effetti dell’ultimo DPCM sulla pratica del tennis in Sicilia, potete consultare quest’articolo.

I seguenti tornei sono già in svolgimento e termineranno l’8 novembre

CIRCOLO TENNIS BROLO (Via Ferrara – Brolo)

Open 

In Programma: 

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile.

Superficie: Duro 

Info e Iscrizioni: circolotennisbrolo@libero.it

A.S.D. PROIETTI TENNIS TEAM (Via G. Oberdan, 7 – Gravina di Catania)

Open

In Programma:

  • Singolare Maschile, con Monte Premi: € 200;
  • Singolare Femminile.

Superficie: Erba Sintetica.

Info e Iscrizioni: asdproiettitennis@libero.it

TENNIS CLUB SCIACCA (T.C. Menfi, piazza Unità d’Italia – Menfi)

Open 

In Programma:

  • Singolare Maschile, con Monte Premi: € 500;
  • Singolare Femminile, con Monte Premi:€ 250. 

Superficie: Duro.

Info e Iscrizioni: tennisclubsciacca@gmail.com

SPORTING CLUB PALERMO (Viadotto Carlo Perrier, 3 – Palermo)

3ᵃ Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile.

Superficie: Terra.

Info e Iscrizioni: tennis@sportingpalermo.it

I seguenti tornei si svolgeranno dall’1 all’8 novembre

NUOVO CIRCOLO TENNIS AUGUSTA (Contrada Balate – Augusta – SR)

Under 10

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile.

Superficie: Duro.

Info e Iscrizioni: nuovoctaugusta@libero.it

I seguenti tornei si svolgeranno dall’1 al 15 novembre

A.S.D. HIMERA TENNIS (Via Natoli, snc – Termini Imerese – PA)

Open.

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile;
  • Doppio Maschile.

Superficie: Erba sintetica.

Info e Iscrizioni: claudiacrimi82@gmail.com

TENNIS CLUB SIRACUSA (Viale Santa Panagia, 268 – Siracusa)

3ᵃ Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile;
  • Doppio Maschile.

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: segreteria@tcsiracusa.it

SUNSHINE TENNIS CLUB MARSALA (Contrada Dammusello, 746B – Marsala – TP)

4ª Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile.

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: sunshine.marsala@libero.it

I seguenti tornei si svolgeranno dall’8 al 22 novembre

A.S.D. E CULTURALE VALLE JATO (Contrada Dammusello, 746B – Marsala – TP)

Open

In Programma:

  • Singolare Maschile, con Monte Premi: €;
  • Singolare Femminile.

Superficie: Duro

Info e Iscrizioni: tcvallejato@libero.it

Le informazioni qui condivise sono state reperite dalle base di dati della FIT Sicilia.

FEDER TENNIS CLUB SCOGLITTI (Via La China, Villa Com. – Vittoria – RG)

3ᵃ Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Doppio Maschile.

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: federtennisscoglitti@tiscali.it

A.S.D. TENNIS MOMPILIERI (Via Santa Sofia, 105 – Catania)

4ª Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile;
  • Singolare Femminile;
  • Doppio Maschile.;
  • Doppio Misto.

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: asdtennismompilieri@email.it

I seguenti tornei si svolgeranno dal 15 al 29 novembre

MEDITERRANEO SPORTING CLUB (Via Carrubbazza, 2 – San Gregorio di Catania)

Open

In Programma:

  • Singolare Maschile, con Monte Premi €700;
  • Singolare Femminile, con Monte Premi €300.

Superficie: Terra

Info e Iscrizioni: ctmediterraneo@yahoo.com

CIRCOLO TENNIS PETROSINO (Contrada Baggianotto – Petrosino – TP)

4ª Categoria

In Programma:

  • Singolare Maschile;

Superficie: Duro

Info e Iscrizioni: asdcircolotennispetrosino@gmail.com

Se sei appassionato del Padel, qui trovi la lista dei tornei in programma in Sicilia a novembre.

Vuoi organizzare il tuo torneo? Qui trovi il modulo FIT per l’anno corrente.

Vuoi sapere tutto sugli effetti del nuovo DPCM sulla pratica del Tennis? Qui le risposte ai tuoi quesiti.

Le informazioni qui condivise sono state reperite dalle base di dati della FIT Sicilia.

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Si può giocare a Tennis in Sicilia? Le nuove limitazioni fra DPCM e protocolli FIT

L’ultimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 24 ottobre (DPCM) ha introdotto nuove limitazioni allo sport “per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”. Di fronte all’incertezza sulle nuove misure, la domanda che molti si sono posti è “Si può giocare a tennis?“. La risposta, generalmente, è sì, ma non sarà più possibile praticarlo con la libertà di qualche giorno fa. La causa non sono solo le nuove disposizioni governative, ma anche il nuovo protocollo pubblicato dalla FIT.

Nel testo del provvedimento, infatti, si annuncia esplicitamente solo lo “stop delle attività di palestre, piscine, impianti nei comprensori sciistici, centri natatori, centri benessere e centri termali”.

Il nuovo regime del Tennis

Al contrario, si precisa anche che “L’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento”. Ciò significa che il tennis si potrà continuare a giocare, fintanto che si pratichi nel pieno rispetto delle misure di distanziamento ed all’aperto. Sul protocollo, però, ci concentreremo più basso.

Ecco, la dicitura “all’aperto” è quella che può generare la maggior parte dei dubbi. La FIT ha specificato che “il DPCM esclude l’attività non agonistica al chiuso ed equipara le tensostrutture e i campi coperti (con possibili aperture laterali) a impianti al chiuso”.

Giocare a tennis in sicilia si può, ma solo all'aperto
Si può giocare a tennis in Sicilia? Se il campo è questo, senza dubbio (Foto: Antonio Cefalù).

Questo, in teoria, non sarà un particolare problema per gli atleti siciliani, dato che la maggior parte dei campi sono all’aperto. Ciononostante, è bene ricordare che eventuali ordinanze regionali potrebbero inasprire le restrizioni, anche se per adesso non ci sono stati segnali in tal senso da parte della regione siciliana.

La pratica al chiuso può essere però ancora concessa agli atleti agonisti impegnati in competizioni di “interesse nazionale”. Allo stesso modo, i tornei Open al chiuso potranno giocarsi ugualmente, in quanto manifestazione sportiva “di interesse nazionale”, con l’obbligo, però, di celebrarsi a porte chiuse.

Dall’altro lato, la FIT ha comunicato la cancellazione delle seguenti competizioni, in quanto “non riconosciute di interesse nazionale”:

  • Campionato degli Affiliati di tennis – divisione regionale Serie C;
  • Campionato degli Affiliati di tennis – divisione regionale Serie D (D1, D2, D3, ecc.);
  • Campionato di Serie D di Padel;
  • Campionato di Serie C di Beach Tennis;
  • Manifestazioni a squadre regionali di tutte le discipline (Coppe invernali, ecc.);
  • Tornei individuali di tutte le discipline che non siano aperti alla partecipazione di tutti i tesserati atleti agonisti a livello nazionale;
  • Competizioni di tutte le discipline aperte ai tesserati atleti non agonisti.

Si può giocare a Tennis, sí, ma come? Il nuovo protocollo FIT

Il giorno 26 ottobre, la FIT ha stilato un nuovo protocollo che regolerà il tennis, a meno di sorprese, nei mesi a venire. L’obiettivo dichiarato è quello “di prevenire o ridurre il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i
tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori” che partecipano nelle competizioni federali.

si può giocare a tennis in sicilia, ma servono mascherina e guanti
Si può giocare a tennis in Sicilia, basta non dimenticarsi la mascherina… (Foto: Palermo Ladies Open).

Ingressi centellinati

Per evitare gli assembramenti, sarà obbligatorio contingentare gli ingressi nei circoli: “L’accesso al circolo degli operatori sportivi (atleti, personale del circolo, dirigenti, ufficiali di gara), deve essere minimizzato, e comunque limitato in modo da poter sempre garantire, in ogni area ed in qualsiasi momento, il rispetto della distanza di almeno 1 metro fra le persone. I dirigenti possono accedere nel numero massimo di tre e gli ufficiali di gara nel numero minimo indispensabile per la direzione della manifestazione”.

La FIT precisa inoltre che “L’accesso al circolo deve essere disciplinato attraverso sistemi di autorizzazione/accreditamento in modo da poter controllare e limitare il numero delle persone. Ogni partecipante è autorizzato a condurre con sé solamente il proprio maestro o un accompagnatore”.

I nuovi obblighi dei circoli

Per arrestare la diffusione del virus, i circoli saranno obbligati ad installare delle postazioni con gel idroalcolico ed “apposita segnaletica” nei “principali locali” ed in campo.

Prima dell’inizio di ogni giornata di svolgimento delle gare, inoltre, “si deve provvedere alla pulizia completa delle aree accessibili del circolo prima della sua apertura e alla disinfezione delle strutture sanitarie e dei principali punti di contatto da effettuarsi più volte al giorno”.

I circoli dovranno anche individuare un responsabile per le misure anti-COVID. Tutti, ad eccezione degli, atleti dovranno utilizzare la mascherina in tutte le aree del circolo.

Si può giocare a tennis in sicilia se si sanificano le panchine
Sanificazione delle panchine ai Palermo Ladies Open (Foto: Palermo Ladies Open).

Procedure di gara

Le procedure da rispettare sono abbastanza stringenti anche per gli atleti. Questi, prima dell’incontro, dovranno pulire a fondo il loro materiale di gioco e procurarsi una bottiglia d’acqua personale (potranno bere solo da quella).

Durante le fasi di gioco gli atleti debbono attenersi alle seguenti indicazioni:

  • Indossare un guanto sulla mano non dominante oppure disinfettare le mani ad ogni cambio di
    campo.
  • Non toccarsi il viso con le mani.
  • Usare racchetta e piede per raccogliere le palline e mandarle all’avversario.
  • Non avvicinarsi all’avversario, all’arbitro, al Giudice Arbitro o ad altri operatori, in modo tale da
    essere ad una distanza inferiore a due metri dagli stessi.
  • Salutare e ringraziare a distanza usando soltanto la racchetta” (a questo ci siamo abituati già dai Palermo Ladies Open).
Si può giocare a tennis in sicilia
Anche nei tornei internazionali vanno rispettate le più stringenti misure di sicurezza (Foto: Palermo Ladies Open)

“L’arbitro di sedia o il Giudice Arbitro” si legge nel protocollo “possono applicare il punteggio penalizzato anche in caso di palese violazione delle disposizioni sopra elencate, e trasmettere il relativo rapporto al Giudice Sportivo”. Fra le altre cose, i giocatori potrebbero essere passibili di squalifica se effettuassero il cambio campo dal lato della rete opposto a dove sono posizionate le panchine (queste dovranno essere a una distanza di almeno tre metri fra di loro).

Sarà, inoltre, proibito l’impiego di raccattapalle e giudici di linea, a meno che non si tratti di competizioni internazionali. Allo stesso modo, sono abolite le cerimonie di premiazione.

La risposta alla domanda “Si può giocare a tennis?”, dunque, è sì. Anche se, come va di moda di questi tempi, è tutto un poco più difficile.