Pubblicato il Lascia un commento

Il 2020 del tennis siciliano: un successo da alimentare

Tennis Siciliano 2020
Share:

Arrivati ormai alla fine della stagione tennistica, è ora di bilanci. Su TennisSicilia vi spieghiamo perché il 2020 sia stato un anno particolarmente florido per il tennis siciliano, menzionando tutti i nomi propri di una stagione complessa ma altamente soddisfacente.

Tennis Siciliano 2020: Caruso non è sceso dalla giostra

Caruso Best Ranking

Si parte da Salvatore Caruso, quest’anno la punta di diamante del tennis siciliano in questo 2020. La parola che abbiamo usato qualche settimana fa per descrivere il suo anno è stata “metamorfosi”. Alla soglia dei 28 anni, l’avolese sta infatti raccogliendo i frutti di una carriera di tanti sacrifici. Sono in realtà tre le stagioni in cui Caruso ha portato a termine questa lenta ma costante crescita; questo convulso 2020, tuttavia, rimarrà impresso come l’anno in cui Sabbo è riuscito a stabilirsi ad alti livelli, senza scendere mai dalla giostra dei Top 100.

Il confinamento di inizio anno non è stato d’intralcio: la sua stagione partiva dalla posizione numero 98 delle classifiche, e di lì in poi per il siciliano è stato un percorso di best ranking in best ranking, condito addirittura da una finale nel Challanger di Forlì. Ad annata conclusa, Caruso si trova al 76º posto, quanto basta per renderlo il miglior tennista siciliano ed il sesto italiano al mondo. Ma stiano attenti quelli davanti, perché Sabbo non sembra ancora avere voglia di scendere dalla giostra.

Cecchinato vuole risalirci

Tennis Siciliano 2020
ATP di Sardegna Cecchinato

Il 2020 è stato un anno di cambiamenti per Marco Cecchinato — fortunatamente, tutti positivi. Innanzitutto sul piano personale, visto che il palermitano è diventato padre. Dal punto di vista tennistico, invece, Ceck ha cominciato l’impervia risalita verso quel sedicesimo posto che ha lasciato nel 2019. 

L’obiettivo è ancora lontano, ma la strada è più piacevole in compagnia: Cecchinato ha scelto Max Sartori, allenatore storico del palermitano, per accompagnarlo in questo percorso e le cose, per ora, stanno andando alla grande — “Lui sa come si sta ad alto livello. È l’uomo giusto per me”, ha detto a riguardo Cecchinato, qualche mese fa. 

Per adesso, c’è da portarsi a casa l’ottantesimo posto in classifica che, visto il passato di Ceck, è lecito pensare che non sia né carne né pesce. Ma le migliorie nel gioco e la ritrovata convinzione non si misurano necessariamente con i punti in classifica. Se il palermitano saprà mantenere, prima, e far lievitare, poi, il buon livello mostrato da luglio a seguire, anche la matematica gli darà ragione.

Il futuro è una Potenza

In un anno così complesso, la nascita di un nuovo tennista siciliano di livello internazionale è una notizia doppiamente confortante. Parliamo del licatese classe 2000 Luca Potenza, che un mese fa ha vinto il suo primo torneo del circuito ITF — il 15.000 di Monastir. La classifica ATP, per ora, dice 799, ma il futuro è di Potenza.

Dalila Spiteri ha scaldato i motori

Tennis Siciliano 2020

Ripartita dopo un brutto infortunio, Dalila Spiteri ha giocato un 2020 con la voglia di spaccare il mondo e, non a caso, ha concluso l’anno con due pezzi di argenteria in più da aggiungere in vetrina — il titolo individuale ed il secondo posto di doppio, in entrambi casi ad Heraklion, ma in due momenti diversi dell’anno.

In una recente intervista, la licatese ci ha raccontato di essere “stracontenta” della stagione vissuta, in quanto “nonostante abbiamo giocato poche partite, io ho fatto tante vittorie. Ci ha anche spiegato che l’essere lontana dal suo best ranking (è stata 456, oggi è 580) non è ciò che la preoccupa. Al contrario, Dalila spera di fare un salito di categoria per quanto riguarda i tornei da disputare e punta ad uscire dal “limbo” dei 15.000 il prossimo anno.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA QUI

La Sicilia ha trainato il tennis nell’ora più buia

Tennis Siciliano 2020

Quando ripartire sembrava un’impresa da folli, Oliviero Palma, direttore dei Palermo Ladies Open, ha alzato la mano e detto “eccoci”. Con la sorpresa dei più, l’evento WTA del capoluogo siciliano è diventato il primo torneo internazionale dopo lo scoppio della pandemia del Coronavirus. Questo basterebbe per definirlo storico, ma è importante ricordare che i Ladies Open siano stati un gran successo a prescindere dal loro posizionamento nel calendario.

Innanzitutto, il torneo è stato un successo per qualità e diffusione mediatica. Palermo è stata sulla bocca (e i teleschermi) di tutti per il suo ricchissimo tabellone (c’erano ben 9 giocatrici fra la 15ª e la 27ª posizione dei ranking), il livello di gioco spettacolare e la calda e rassicurante presenza del pubblico.

Ma, se è vero che il tennis giocato è quello che appassiona più di tutto gli spettatori, va anche ammesso che l’interesse del mondo fosse focalizzato innanzitutto sull’efficacia dei protocolli di sicurezza. A mesi dalla fine del torneo, e quindi sapendo che nessuna giocatrice abbia portato il virus con sé come souvenir di Palermo, possiamo affermare che l’organizzazione dei Ladies Open (e con essa il suo consulente medico, il dott. Antonio Cascio) sia stata eccellente anche rispetto alla sfida più dura, quella sanitaria.

I Ladies Open si sono dimostrati anche la solita isola felice per le tenniste italiane e, in particolare, un palcoscenico prestigioso per quelle siciliane. Senza pretese di grandi risultati, la licatese Dalila Spiteri e la palermitana Federica Bilardo hanno potuto godersi la loro serata sul Centrale, arrendendosi però rispettivamente a Elena-Gabriela Ruse e Oceáne Dodin. 

Compagne in doppio, le due meridionali hanno perso anche lì alla loro prima partita. Per Bilardo-Spiteri la sconfitta è arrivata contro la coppia Siegemund-Wickmayer.

Continuando sul filo delle tenniste locali, il Country Time Club va ulteriormente lodato per aver dato una spinta al tennis femminile quando l’Italia sportiva sembrava essersene “dimenticata” (come ci raccontava Dalila Spiteri). Sono i tornei locali, infatti, la più grande chance per le tenniste italiane di avanzare in classifica e guadagnare esperienza. Gli organizzatori di Palermo, anche in un momento di difficoltà, sono stati fra i pochissimi a voler tendere una mano al tennis femminile italiano, oltre che mondiale, e questa nota di merito vale tanto.

Il 2021: l’anno della verità

Diceva David Bowie che si può “essere eroi, anche solo per un giorno”. Per molti potrebbe sembrare un inno alla speranza, ma per il tennis siciliano dev’essere un monito: tutti possono avere una grande annata, pochi però riescono a mantenere vivi i propri successi a lungo. Continuerà la crescita di Caruso? Potrà Cecchinato tornare ai livelli del 2019? I Palermo Ladies Open ospiteranno ancora una volta la vera élite del tennis mondiale? Lasciato l’ottimo 2020 alle spalle, l’obiettivo del 2021 per il tennis siciliano è semplice: dimostrare di non essere un fuoco di paglia, ma una solida realtà.


Share:
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.