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La metamorfosi di Salvo Caruso

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Non è mai troppo tardi, parola di Salvatore Caruso. Negli anni in cui ad emergere sono i Next Gen, c’è un tennista che ha raggiunto la sua maturità e sta raccogliendo i risultati migliori quasi alla soglia dei 28 anni. La crescita di Salvatore Caruso è testimoniata da tre indizi – in questo caso tre annate – dove ha confermato il suo rendimento: il 2018, il 2019 ed il 2020. I famosi tre indizi, quelli che per Agatha Christie fanno una prova. I numeri non mentono e dicono che Caruso, oltre ad essere il miglior tennista siciliano per classifica ATP, è anche tra i migliori in Italia: il sesto attualmente, dietro solo a Berrettini, Fognini, Sonego, Travaglia e Sinner.

2018, IL PRIMO ANNO DI CRESCITA

Facciamo un passo indietro per raccontare dove è arrivato oggi Caruso. Bisogna partire da gennaio 2018, quando il tennista di Avola centra per la prima volta la qualificazione al main draw di uno slam. È l’Australian Open, dove batte in serie Maverick Banes, Norbert Gombos e Mathias Bourgue. Un bel risultato per un giocatore che è arrivato in Australia da 210 al mondo, entrato poi per la prima volta nei 200 al mondo.

Restano due momenti da ricordare di questa annata. Innanzitutto il primo titolo del circuito Challenger vinto in carriera. Era settembre 2018; dopo le delusioni a Perugia e Vicenza, uscito ad un passo dalla finale, Caruso trionfa a Como battendo in finale il cileno Christian Garini. Il siciliano guadagna così 51 posizioni. Il secondo momento, invece, è la prima vittoria nel circuito ATP. Arriva all’ultimo torneo della sua stagione, ad Anversa, contro l’indiano Yuki Bhambri. Il preludio ad un 2019 da star.

2019, L’ANNO DEGLI SLAM

Se da una parte non riesce a bissare la qualificazione agli Australian Open, Caruso conquista l’accesso al main draw in altri due slam: Roland Garros e Wimbledon. La grande impresa, senza dubbio, la compie a Parigi, terra promessa per i siciliani visto il risultato di Cecchinato l’anno precedente. Caruso si spinge fino al terzo turno dopo essere partito dalle qualificazioni. Batte anche Gilles Simon, n. 33 al mondo, poi perde contro il n. 1 al mondo Novak Djokovic in 2h04′.

Entrato n. 147 del ranking ATP, il tennista di Avola esce da Parigi da n. 122 e conquista anche il main draw di Wimbledon. Stavolta, però, arriva la vendetta al primo turno di Simon che non concede neanche un set al siciliano. Il momento più duro, invece, arriva in Croazia, a Umago. Arriva per la prima volta in semifinale ad un torneo ATP, Salvo mette paura a Dusan Lajovic, poi deve arrendersi ad inizio secondo set per un problema all’adduttore sinistro.

La terra, però, è…promessa. Su questa superficie vince il secondo Challenger in carriera, a Barcellona, a settembre 2019, ed entra in top 100. Sale alla posizione numero 98, diventando il 43º tennista italiano a entrare nella top 100. A fine ottobre giunge in semifinale al Challenger di Amburgo e chiude la stagione al 96º posto del ranking.

2020, SEMPRE PIU’ IN ALTO

Le ultime settimane hanno dato lustro al tennista di Avola che ha confermato un buon rendimento nel rientro post lockdown. Tutto è iniziato a Cincinnati dove riuscì a qualificarsi per il main draw, sconfiggendo prima Sinner e poi Thompson, entrambi tennisti avanti a lui nella classifica mondiale. Si è dovuto arrendere, invece, nel primo turno del tabellone principale dove perse contro Krajinovic, colui che qualche giorno fa ha eliminato Cecchinato dal torneo di Roma.

Il feeling con il cemento americano, però, si è confermato anche agli US Open dove ha raggiunto il miglior risultato in uno slam – insieme al Roland Garros 2019 – conquistando il terzo turno del main draw. Due vittorie di grande cuore contro Duckworth ed Escobedo, poi la sconfitta contro Rublev, uno dei migliori nel torneo americano. Roma, infine, con la vittoria al primo turno contro il gigante americano Sandgren, poi il “fatal” Nole Djokovic come al Roland Garros dello scorso anno.

E pensare che il 2020 di Caruso non era iniziato nel migliore dei modi. Solo tre vittorie tra gennaio e marzo, in mezzo la prima vittoria in doppio nel ATP 500 di Rio De Janeiro, in coppia con Federico Gaio, contro due doppisti esperti come Zeballos e Granollers. Eppure oggi, il tennista di Avola, vanta il suo best ranking in carriera: n. 84 al mondo, dato migliorabile già a partire dal Challenger di Forlì dove è attualmente impegnato grazie ad una wild card concessagli dagli organizzatori del torneo.

Una chance per salire ancor di più ed entrare già nei tabelloni principali dei più importanti tornei, senza dover passare dalle qualificazioni. Esperienze che Caruso ha vissuto, un bagaglio che porta con sé nella sua crescita al fianco del coach Paolo Cannova. Adesso il ritorno al Roland Garros per continuare a stupire.


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