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Challenger Biella: Giacalone, il ranking è solo un numero

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A Biella, Giacalone ha dimostrato di meritarsi la sua chance di tornare a disputare i Challenger

L’obiettivo per il 2021 è migliorare il mio ranking per giocare i Challenger e uscire dai tornei ITF. Non ho una cifra precisa che voglio raggiungere in classifica, semplicemente quella che mi permetta di giocare quei tornei lì”, ci diceva Omar Giacalone alla fine dello scorso anno. La classifica non è ancora migliorata così tanto, ma la sua chance per tornare a giocare i Challanger il mazarese l’ha avuta a Biella, ed ha dimostrato di meritarsela alla grande, superando le qualificazioni e cadendo al primo turno, ma giocando sempre con giocatori di ranking ampiamente superiore.

Giacalone non giocava nei Challenger dal 2018, quando il suo ranking fluttuava fra il 300 e il 400. Il ritorno, nonostante fosse passato tanto tempo, è andato oltre le aspettative di tutti. Il mazarese, oggi, è il numero 680 al mondo e si è fatto strada nelle qualificazioni di Biella contro avversari sulla carta “ingiocabili” come Akira Santillan – n. 288 ATP ritiratosi sul punteggio di 6-4, 3-2 per il siciliano – e Miša Zverev, fratello del più famoso Alexander. In quel caso niente ritiri: Giacalone si è imposto sul numero 273 al mondo in soli due set, col punteggio di 7-6 (5), 6-2.

Paradossalmente, la sconfitta è arrivata contro l’avversario con la peggior classifica fra i tre affrontati: Tim Van Rijthoven. L’olandese, infatti, è il numero 303 al mondo (anche se un anno fa era 285, suo miglior ranking). Van Rijthoven ha battuto Giacalone, che era entrato nel tabellone di qualificazione come alternate, per 6-2, 6-2 – due set in cui è stato bravo a sfruttare quattro delle 10 palle break messe a sua disposizione dal siciliano.

Nonostante la sconfitta, quello al Challenger di Biella rimane un percorso più che soddisfacente per Giacalone, che in un colpo solo ha dimostrato che il ranking è solo un numero, e che il suo livello è già da ora più che consono per giocarsi almeno le qualificazioni in “quei tornei lì”.


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