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Cecchinato fuori agli US Open: una serie da incubo

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Quando Marco Cecchinato centrò la semifinale del Roland Garros nel 2018, battendo nei quarti di finale l’attuale n. 1 al mondo Novak Djokovic al termine di un match straordinario, tutti si aspettavano (e speravano) che quello fosse l’inizio dell’ascesa del tennista palermitano. Una stella che ha brillato solo fino a febbraio 2019, quando raggiunse il suo best ranking (n. 16 al mondo) dopo la vittoria nel torneo di Buenos Aires. Poi il buio.

E ancora oggi il rapporto tra Cecchinato ed i tornei del Grande Slam si conferma complicato. Ne è la dimostrazione l’eliminazione al primo turno degli US Open contro il sudafricano Lloyd Harris, 23 anni, n. 95 del mondo, che si è imposto con il punteggio di 6-4 7-5 6-2 in poco meno di due ore di gioco.

I numeri non mentono mai: dopo il Roland Garros 2018, Cecchinato è sempre uscito di scena al primo turno dei vari slam. La conferma che il torneo di Parigi è stato soltanto un exploit, non la regola.

Il match contro Harris, a Flushing Meadows, è stato quantomeno particolare. Nel primo set Cecchinato non sfrutta sette palle break per il 2-0, poi il tennista sudafricano scappa via grazie al break nel settimo game. I rimpianti, però, sono nel secondo set: il palermitano va sotto 5-2, ma riesce a recuperare fino al 5-5 con un parziale di dodici punti a tre. Nel momento più importante Harris torna in gioco e chiude 7-5. Poi il terzo set è solo una formalità, tanto che dura soltanto 27 minuti.

Probabilmente se fossi riuscito a vincere il secondo set la partita sarebbe cambiata” ha ammesso a fine match Cecchinato a Ubitennis che, adesso, potrebbe ripartire dal Challenger di Aix-En-Provence, in Francia, su terra rossa, in programma dal 7 settembre. L’obiettivo? Partecipare a Roma ed al Roland Garros, anche se la classifica (live n. 108 del mondo) rischia di non aiutarlo ad entrare nel main draw.


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