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Cecchinato riscopre la resistenza, sconfitto per un pelo da Bautista

Challenger Napoli Cecchinato
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Marco Cecchinato aveva bisogno di una giornata così. Una giornata dalla quale uscire pieno di rimpianti. Ma rimpianti buoni, di quelli che ti fanno capire che la strada è quella giusta. Il palermitano, alla fine, ha perso contro il numero 11 ATP e testa di serie numero 9 a Madrid, Roberto Bautista Agut, per 2-6, 7-6(3), 5-7. Ma lo ha fatto in tre set, annullando tre match point, battagliando per due ore e mezza. Lo ha fatto giocando sul velluto del suo splendido tennis, anche sbagliando, ma avendo la tenacia di rialzarsi dopo ogni errore. Riscoprendo la resistenza, che da lui era da mesi che non eravamo più abituati a vederla.

Nel primo set si vede subito un giocatore che si è alzato col piede giusto ed uno che, invece, per terra ha messo prima quello sbagliato. Per una volta, è Ceck quello in giornata, mentre lo spagnolo si scopre subito falloso e un po’ disorientato. Ma a prescindere dal giorno in cui li prendi, Cecchinato rimane Cecchinato e Bautista rimane Bautista — un osso duro terribilmente per tutti nel circuito — e il lavoro da fare per il palermitano rimaneva complesso.

Cecchinato mette immediatamente in chiaro che oggi il tennis c’è e che la prima, quando entra, può mettere l’avversario in difficoltà. Non entrando sempre, tuttavia, le cose si complicano e il palermitano subisce il primo break nel quinto game. Nel successivo, con lo spagnolo al servizio, si gioca più di 10’ con ben sei deuce, ma Bautista tiene botta e, vincendolo, apre una striscia di tre game che lo portano fino alla fine del set.

Seguendo il classico copione delle partite di Cecchinato quest’anno, in cui alla prima avversità andava già tutto a monte, ci sarebbe stato da spegnere la tv dopo il primo set. E invece Ceck non si scompone e fa break per arrivare al 5-3. Poi Bautista ritrova un’altra striscia di tre giochi e si guadagna tre palle del match. Rispolverando una tenacia data per scomparsa da anni, Marco, recupera, rompe la battuta, e si va a prendere il tie-break d’autorità per 7-3. 

E pensare che un’ora prima avremmo lasciato i telecronisti a parlare da soli. La reazione è da campione per qualsiasi tennista, ma vale molto di più per un Cecchinato che negli ultimi mesi faticava ad avere la testa nel match per la metà della sua durata.

Nel terzo set, specialmente all’inizio, Cecchinato diventa il padrone tennistico ed emotivo della partita: se Bautista fa il punto, il più delle volte lo fa per sua concessione; se invece lui vuole fare il punto, sceglie come farlo dal suo enorme repertorio di colpi d’alta scuola, rimasto nel cassetto per troppo tempo quest’anno.

Col passare dei giochi, Bautista recupera confidenza con il match. Si prende il break nel nono game, ma Cecchinato recupera immediatamente e fa 5-5, per poi lasciare l’avversario a guardare mentre lo lascia a zero punti sul proprio servizio. Sembra tutto avviato verso il tie-break, ma nella maniera più anticlimatica possibile Bautista vince due giochi di fila senza che Cecchinato faccia neanche un 15, nemmeno sul proprio servizio. 

Gioco, partita e incontro in due ore e 30’. Di lotta e resistenza per entrambi, ma anche di un gioco a tratti molto raffinato da parte di Ceck. La notizia, però, sta proprio nella lotta e resistenza. Termini che il palermitano aveva cancellato dal suo vocabolario e che, finalmente, sono tornati ad albergare il suo gioco in una partita che, da grande sfavorito, non l’ha visto vincere solo per piccoli, ma decisivi, momenti di indecisione. Oggi, insomma, è una sconfitta, ma per com’è arrivata può rappresentare un vero spartiacque della stagione (e della carriera) di Marco Cecchinato. A Roma il compito di confermarlo.


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