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C’è poca Sicilia a Parigi: Cecchinato e Caruso fuori al primo turno

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Lunedì 3 novembre, Salvatore Caruso e Marco Cecchinato hanno ratificato la loro uscita di scena dal Masters 1000 di Parigi Bercy, entrambi al primo turno del tabellone principale. Sabbo è stato sconfitto per 6-3, 6(2)-7, 3-6 dal numero 75 al mondo Corentin Moutet; Ceck, invece, ha mancato il passaggio del turno per via del 2-6, 6(2)-7 inflittogli da Norbert Gombos (n. 105 dei ranking).

Caruso parte in realtà molto bene, conquistando il primo set con sicurezza e concedendosi anche qualche tocco raffinato. Nel secondo set, tuttavia, il francese riacquista sicurezza ed inizia a prendere le righe. Sabbo, invece, si concede qualche errore di troppo col dritto. Si arriva al tie-break, facile preda di Moutet. Nella partita finale Caruso perde sicurezza e subisce ancora di più il gioco dell’avversario. I due break a sfavore nell’ultimo set mettono il punto ad una partita da cui era lecito aspettarsi un altro epilogo.

Storia opposta per Ceck, che parte col freno a mano tirato, sbagliando troppo contro un avversario abbordabile ma ostico come Gombos. Il terzo set non comincia meglio, anzi. Il palermitano va presto sotto e lancia la racchetta in segno di disappunto. Contro ogni pronostico, però, Gombos inizia a sbagliare e la partita si allunga fino al tie-break. Nello spareggio, però, gli lascia solo le briciole, chiudendo la pratica in poco meno di un’ora e mezza.

Marco Cecchinato veniva da una doppia vittoria nei turni di qualificazione, in cui aveva affrontato Jung e Coria. Era la prima volta che il palermitano si qualificava ad un evento ATP sul veloce indoor. Salvo Caruso, invece, aveva vinto il primo turno contro Polmans, ma aveva perso contro lo spagnolo Davidovich Fokina. Ritiratosi vari giocatori del main draw, era rientrato in tabellone in quanto lucky loser.

Finita presto questa settimana, sappiamo già che Caruso scenderà di una posizione nel ranking ATP (fino alla numero 82) e che Cecchinato, invece, ne guadagnerà addirittura un paio per arrampicarsi fino al 77º gradino della classifica mondiale.


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