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Buenos Aires dura il tempo di un tango

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ATP BUENOS AIRES | Mia amata Buenos Aires/ quando ti rivedrò/ non ci saranno pene né oblio cantava il mitico Carlos Gardel, rimembrando come i tempi migliori della sua vita li avesse passati nella capitale argentina. Anche Marco Cecchinato coltiva ricordi affettuosi a Buenos Aires, teatro di uno dei titoli vinti in quel periodo magico fra il 2018 e il 2019 in cui tutto ciò che toccava diveniva oro. Tuttavia, a lui come a Salvo Caruso, il ritorno alla città porteña in questo 2021 non ha portato altro che, guarda caso, un dolore da dimenticare presto. A questo giro, Gardel non c’ha preso. D’altronde, è molto più probabile che, oggi, sul taxi che starà portando i due siciliani all’aeroporto di Ezeiza risuoni un più moderno reggaeton, piuttosto che un malinconico tango.

Partendo da Cecchinato, quella del palermitano non è altro che la coerente continuazione di un 2021 che per lui sembra dover ancora cominciare. Sei incontri (di cui uno in doppio), una vittoria. All’ATP di Buenos Aires si era trovato davanti uno dei pochi che avevano digerito peggio di lui il nuovo anno, un Laslo Djere settimo nel seeding ma da 0 vittorie nella nuova stagione. Anche questa volta, però, l’uscita è stata prematura, con il serbo vittorioso in tre set: 6-7(4), 6-2, 6-3.

La partenza di Ceck è forte, con un set vinto con convinzione al tie break, forse motivato anche dalla voglia di vendicare la finale persa lo scorso ottobre, proprio contro il serbo in Sardegna. Poi, però, arriva il calo, la faccia scoraggiata a cui ci siamo abituati ultimamente e Djere si appropria dei restanti set con scarsa opposizione avversaria. Forse è la testa, forse è il fisico (le condizioni di allenamento fino ad ora sono state a dir poco sconvenienti), ma c’è qualche problema profondo nel Cecchinato del 2021, molto lontano da quello apprezzato nel 2020.

Non lascia un buon sapore neanche il percorso di Salvo Caruso, anche lui accompagnato all’uscita dopo solo una partita. Il suo giustiziere è stato il connazionale Gianluca Mager, che ha vinto il derby in un’ora e tre quarti per 7-6(5), 6-4. Un match combattuto, ma che sa comunque di occasione persa per via del vantaggio di 5-2 sprecato dall’avolese nel primo set.

Addolorato e abbattuto/ la mia vecchia ferita sanguina/ Beviamo un altro liquore/ ché io voglio dimenticare. Anche questi sono versi di Gardel, probabilmente un po’ più adatti all’occasione. Certo, quello di bere magari non è un consiglio da dare ad un atleta, ma dimenticare ed in fretta è obbligatorio. Il taxi, che sarà ormai già arrivato ad Ezeiza, però non avrà messo neanche questa di canzone, amareggiata al punto giusto per sottolineare l’occasione sfuggita. Ciò che importa è che sul volo che porterà li in Cile entrambi ci salgano con la rabbia giusta per ritrovare quelle vittorie che sono alla loro portata.


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